L’anno 1978 non fu solo il termine del mio percorso liceale, ma segnò anche l’inizio di una fase completamente nuova e formativa della mia vita: l’esperienza del servizio militare. Quel periodo di transizione dal mondo accademico alla rigida struttura militare non fu soltanto una prova di adattabilità e resilienza, ma anche una palestra di vita dove le lezioni apprese nei banchi di scuola vennero messe alla prova in contesti inaspettatamente ardui e realistici. In questo racconto, desidero condividere come quel cruciale anno abbia plasmato il mio percorso personale e professionale, offrendo una panoramica non solo delle sfide incontrate, ma anche delle innumerevoli opportunità di crescita che l’esperienza del servizio militare inevitabilmente comporta.

Fine del liceo ed esame di maturità
Nel florido maggio di quell’anno, conclusi l’ultimo ciclo di studi liceali. Noi, studenti dell’ultimo anno, terminammo anticipatamente il corso per affrontare a giugno Il “Baccalaureato”, una serie di esami scritti e orali necessari per ottenere il diploma di maturità, noto in Italia come “l’Esame di Maturità”. Fu un periodo di intenso studio, durante il quale ripassai diligentemente quanto ritenuto utile per superare gli esami e ottenere il diploma.
Il primo lavoro come perito meccanico
Con l’arrivo di agosto, mi candidai e fui assunto come Perito Meccanico Industriale nell’azienda in cui avevo svolto la pratica durante il liceo. La mia assunzione fu quasi immediata, necessaria per il ricambio generazionale e per far fronte all’ampliamento della capacità produttiva, testimoniato dalla costruzione di nuovi capannoni. Questo fu il mio ingresso nel mondo del lavoro come operaio specializzato, inserito in un team di sette tecnici esperti e presto raggiunto da un ex compagno di classe.
L’influenza di mio padre
Mio padre, al contrario, esprimeva grande soddisfazione poiché continuavo la “tradizione” familiare: anch’egli era un tecnico meccanico specializzato, lavorava in un altro reparto della stessa fabbrica e aveva una posizione di responsabilità su una squadra di circa dieci tecnici.
La chiamata al servizio militare
Tuttavia, a poco più di un mese dall’assunzione, il 1° ottobre ricevetti una comunicazione ufficiale: era il mio ordine di reclutamento. Dovevo presentarmi il mattino del 15 ottobre 1978 al Commissariato di Bacau, la città più grande della nostra regione.
Prepararsi a partire
La partenza per il servizio militare fu un momento di svolta significativo, segnando il passaggio brusco dalla vita civile alla disciplina militare.

Il tempo a disposizione per prepararmi fu breve: solo due settimane per organizzare pensieri e bagagli prima di presentarmi al centro di reclutamento.
L’inizio del servizio militare
La procedura di arruolamento fu meticolosa e impersonale. Gli ufficiali chiamavano i nomi, formando gruppi che sarebbero stati inviati a varie destinazioni attraverso il paese. La mia assegnazione non fu lontana da casa, il che fu un piccolo sollievo in mezzo all’incertezza.
La vita in caserma
Il servizio militare si rivelò un crogiolo di esperienze, alcune estremamente difficili. L’addestramento era rigido, mirato a smantellare qualsiasi individualismo a favore di una disciplina ferrea e di un’obbedienza incrollabile.
Le difficoltà e le opportunità
In questo contesto, le relazioni tra i commilitoni divennero essenziali. Tuttavia, non mancavano le difficoltà: il cosiddetto “nonnismo”, pratiche di bullismo e umiliazioni perpetrate dai più anziani ai danni dei nuovi arrivati, era una realtà brutale e spesso tollerata all’interno della struttura militare. Nonostante queste prove, il servizio militare offriva anche opportunità di crescita personale. Imparai molte competenze pratiche, dalla meccanica alla gestione di situazioni di stress, che si rivelarono preziose nella mia vita futura. Questo periodo intensivo contribuì a formare non solo il soldato, ma anche l’uomo che sono diventato, insegnandomi il valore della resilienza, del lavoro di squadra e della disciplina.
Il 04.11.1978 è stato il giorno in cui ho prestato il giuramento militare.








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